Confesercenti Sassari

Notizie

  • Corso di Cucina ad Ozieri

    07 novembre 2013

    La Confesercenti in collaborazione con il  Ristorante La Torre di Ozieri organizza:

    Corso di Cucina

     Il Corso di Cucina è rivolto a chi desidera avvicinarsi al mondo della cucina in modo piacevole e costruttivo, a tutti  coloro che vogliono sviluppare la propria passione e intendono migliorare le proprie competenze e capacità.

    Il corso prevede una durata di 32 ore, ripartite in 8 lezioni. Tutti i Lunedi. Dalle ore 16,00 alle ore 20,00.

    Il corso è a numero chiuso.

    Alla fine del corso si farà una verifica con realizzazione di un menù completo a cura dei corsisti. Sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

    Per Info, costi e iscrizioni: Sede di OZIERI       Via Umberto I, 58     Tel.320 4036385


  • CHIUSURA PER FERIE

    02 agosto 2013

    Si comunica che dal 5 Agosto

    gli uffici saranno aperti dalle ore 8,30 alle ore 13,00

    e resteranno

     

    CHIUSI PER FERIE

    DAL 12 AL 25 AGOSTO 2013.

     


  • BANDO TURISMO 2013

    02 agosto 2013

    L'Assessorato del Turismo, artigianato e commercio ha pubblicato il secondo avviso pubblico per il finanziamento di interventi materiali e immateriali finalizzati a completare e migliorare l'offerta delle imprese turistiche. In questo articolo troverete il link per scaricare il bando
    integrale e tutti i documenti pubblicati per presentare a domanda. Ricordiamo che l a domanda di contributo dovrà essere inviata entro il 23 agosto 2013. Il contributo massimo è pari a 200.000 euro.
    Le risorse disponibili, provenienti dal PO FESR 2007/2013, ammontano a 2 milioni e 200 mila euro e saranno destinate ad investimenti per
    l'ammodernamento di un'unica struttura ricettiva per ciascun beneficiario. I contributi saranno erogati in conto capitale nel limite del 40% dei costi ammissibili, fino ad un massimo di 200 mila euro.
    Possono usufruire dell'agevolazione le seguenti piccole e medie imprese (PMI) che in Sardegna svolgono le seguenti attività ricettive:
    - albergo, villaggio albergo, albergo diffuso e albergo residenziale (aziende ricettive alberghiere);
    - campeggio e villaggio turistico (aziende ricettive all’aria aperta);
    - affittacamere, case e appartamenti per le vacanze - CAV (aziende ricettive extra alberghiere);
    - turismo rurale.
    La domanda di contributo dovrà essere inviata entro il 23 agosto 2013, tramite raccomandata o posta celere (in entrambi i casi con avviso di ricevimento), al seguente indirizzo:


    Sfirs SpA
    via S. Margherita, 4
    09124 Cagliari
    Per ulteriori informazioni ed eventuali chiarimenti di carattere tecnico-amministrativo è possibile contattare il Servizio gestione progetti nazionali e comunitari dell'Assessorato via e-mail all'indirizzo di posta elettronica tur.gestioneprogetti@regione.sardegna.it


  • Bandi di Finanziamento alle Imprese

    01 luglio 2013

    La Confesercenti provinciale ha stipulato una convenzione con l’Agenzia Luna e Sole di Ozieri ai fini dell’istruzione di pratiche di finanziamento alle imprese.

    A tal proposito, si avvisano tutti gli interessati che presumibilmente dal 15 luglio p.v. saranno attivati i bandi di finanziamento alle imprese, PISL/POIC. Detti bandi, a carattere comunale, possono interessare anche il settore del commercio e del turismo e consistono in finanziamenti a tasso zero, senza interessi, per soggetti non bancabili, rimborsabili in cinque anni.                                            In questa prima tornata, i bandi, in provincia di Sassari, riguarderanno i comuni di: Burgos, Florinas, Siligo, Bonnanaro, Mores, Banari Badesi, Codrongianos, Martis, Monteleone Rocca Doria, Muros, Cheremule, Borutta, Thiesi, Ozieri, Bonorva, Bono e Valledoria. Per quanto riguarda la provincia di Olbia-Tempio, riguarderanno i comuni di Budoni, Luogosanto, Bortigiadas, Luras, Berchidda.

    Contemporaneamente, si informa che sono attivi i bandi del GAL Logudoro Goceano inerenti le Misure 311 (agriturismo, agricampeggio, maneggi, fattorie didattiche), rivolti alle imprese agricole.

    E’ inoltre in pubblicazione il bando relativo Misura 323 azione 3: Conservazione e recupero degli elementi architettonici tipici del paesaggio rurale della Sardegna rivolto ai privati.

    Sempre lo stesso GAL Logudoro Goceano è in procinto di pubblicare i bandi riguardanti le attività di piccola ricettività (B & B e affittacamere), artigianato tipico, servizi.

    Si informa inoltre che l’Assessorato Regionale dell’Artigianato, Turismo, Commercio ha pubblicato un bando, con scadenza il 23 agosto p.v. relativo alla concessione di finanziamenti per il completamento e il miglioramento dell’offerta delle imprese turistiche.

    Per l’area Sassari, Alghero, Porto Torres, Stintino, Castelsardo, Sennori, Sorso. E’ attivo il bando di finanziamento alle imprese Piano di Sviluppo locale. La scadenza per le manifestazioni di interesse è fissata per il giorno 26 agosto prossimo.

    Per informazioni contattare i nostri uffici di Sassari ed Ozieri ai seguenti numeri: Sassari: 079 2592041 - Ozieri: 320 4036385

     


  • CONTRIBUTI PER SETTORE TURISTICO: "LUNGA ESTATE 2013" - PUBBLICATO L'AVVISO

    24 giugno 2013

    La Regione Sardegna tramite l’Assessorato regionale del Lavoro ha pubblicato il Bando 2013 “Lunga estate”. L'agevolazione prevede l'erogazione di contributi per l'allungamento della stagione turistica, volti a favorire la ripresa del settore, la competitività delle imprese interessate ed il mantenimento dei posti di lavoro. Gli incentivi sono destinati alle "imprese del turismo" che impiegheranno lavoratori stagionali, presso unità operative o sedi situate nel territorio regionale, oltre il periodo canonico dei due mesi estivi (luglio e agosto) e limitatamente, quindi, ai mesi considerati tradizionalmente di “bassa stagione” come maggio/giugno e settembre/ottobre/novembre. I contributi sono differenziati per fasce e categorie sono riservati alle imprese che:

    • Abbiano assunto lavoratori stagionali con contratto di lavoro a tempo pieno e a tempo determinato, e per un periodo che ricomprenda continuativamente i due mesi canonici per la stagione turistica - luglio e agosto - e anche almeno l’intero mese di settembre;

    • Assumano lavoratori stagionali con contratto di lavoro a tempo pieno ed a tempo determinato, entro il 1 luglio 2013, per il periodo sopra indicato.

    AMMONTARE DEL CONTRIBUTO

    Il contributo è a pari:

    • - 600 euro per ogni contratto stagionale la cui durata ricomprenda, oltre i mesi canonici di luglio e agosto, tutto il mese di settembre;

    • - 700 euro, cumulabili al contributo previsto per il mese di settembre, per ogni contratto stagionale la cui durata ricomprenda tutto il mese di ottobre, oltre ai mesi canonici e al mese di settembre;

    • - 800 euro, cumulabili al contributo previsto per i mesi di settembre e ottobre, per ogni contratto stagionale la cui durata ricomprenda tutto il mese di novembre, oltre i mesi canonici e i mesi di bassa stagione di settembre e ottobre.

    MAGGIORAZONE DEL CONTRIBUTO
    Nel caso in cui l’impresa dimostri che i lavoratori interessati siano occupati anche nei mesi di bassa stagione di maggio e giugno 2013 verrà concesso un contributo maggiorato, per il mese di settembre, pari a:

    • - 1800 euro se l’assunzione è avvenuta a partire dal 1° febbraio ed entro il 7 maggio 2013;

    • - 1200 euro se l’assunzione è avvenuta a partire dall’8 maggio ed entro il 7 giugno 2013.

    SCADENZA

    La procedura è "a sportello", ossia l’assegnazione dei contributi avverrà secondo l’ordine cronologico di invio telematico sino ad esaurimento delle risorse disponibili.

    Le imprese interessate dovranno

    1. compilare la domanda attraverso i servizi on line predisposti dal Sistema informativo lavoro (Sil Sardegna) all’indirizzo www.sardegnalavoro.it

    2. inviarla per via telematica a partire dalle ore 10:00 del 15 luglio 2013 fino alle ore 14:00 del 31 luglio 2013.

    3. Entro 7 giorni dall’invio telematico, l’impresa dovrà far pervenire la domanda completa della documentazione all'indirizzo dell'Assessorato Regionale del Lavoro, con tutte le diciture previste nel bando a pena di esclusione.


  • OZIERI: GRANDE SODDISFAZIONE PER IL 1° CORSO BASE DI CUCINA

    21 giugno 2013
    corso cucina Ozieri

    “Si è concluso, con successo e grande soddisfazione da parte di iscritti e docenti, il 1° Corso Base di Cucina organizzato dal Cescot-Confesercenti, in collaborazione con il ristorante-pizzeria La Torre e con la partecipazione dello chef excecutive Michele Farru” – queste le dichiarazioni del coordinatore territoriale della sede zonale di Ozieri, Marco Murgia – “I quattro cuochi, Salvatore Polo (La Torre), Pierluigi Putzu, Antonello Spanu e Michele Farru, altamente qualificati e specializzati, hanno certamente contribuito all'ottima riuscita del corso”.

    Il corso della durata di 30 ore ripartite in 10 lezioni è stato prevalentemente pratico e i 16 partecipanti di età e provenienza differenti, con la stessa passione per la cucina, hanno avuto la possibilità di scoprire i segreti delle varie pietanze, imparando a cucinare sia piatti tradizionali che innovativi.

    Alla fine del corso si è svolta una verifica con la realizzazione di un menù completo interamente a cura dei corsisti, in base alle ricette istruite durante le lezioni.

    La Confesercenti per soddisfare le numerose richieste pervenute, nei prossimi mesi darà seguito a nuove edizioni del Corso di cucina base e di II livello.


  • “Disciplina dell’attività ricettiva di bed and breakfast (B&B)”.

    21 giugno 2013

    Testo ddl

    CAPO I – GENERALITÀ, DEFINIZIONI, CARATTERISTICHE

    Art. 1 Generalità

    1. La Regione Sardegna al fine del riordino dei modelli di accoglienza esistenti sul territorio regionale e per favorire una più ampia e coordinata proposta turistica, sostiene lo sviluppo dell’attività ricettiva extralberghiera denominata bed and breakfast capace di utilizzare al meglio il patrimonio immobiliare esistente con la finalità di promuovere un turismo che valorizzi la conoscenza dei luoghi, la cultura e l’incontro fra le persone.
    2. La presente legge individua e disciplina i bed and breakfast: secondo due tipologie in cui resti comunque impregiudicata la filosofia dell’accoglienza negli ambiti familiari:
    a) bed and breakfast a conduzione familiare;
    b) bed and breakfast a conduzione in forma d’impresa.

    Art. 2: Definizione, caratteristiche e servizi minimi dei bed and breakfast a conduzione familiare

    1. Si definisce bed and breakfast a conduzione familiare l’attività ricettiva nella quale sussistono e sono rispettate congiuntamente le seguenti condizioni:
    a) attività svolta in modo occasionale: deve trattarsi di una attività non esercitata per professione abituale, in modo non sistematico e senza carattere di stabilità;
    b) attività svolta senza organizzazione in forma d’impresa: non deve essere basata su una organizzazione di mezzi che caratterizza le attività professionali;
    c) attività svolta nella casa di residenza anagrafica in cui si abita: nelle unità immobiliari in cui viene esercitata l’attività di bed and breakfast deve sussistere il requisito della compresenza del titolare e degli ospiti;
    d) attività svolta avvalendosi esclusivamente della normale organizzazione familiare;
    e) attività consistente nella fornitura del servizio di alloggio e prima colazione senza la fornitura di servizi aggiuntivi. Il servizio di somministrazione della prima colazione deve essere fornito
    dentro le mura domestiche, fornendo esclusivamente a chi è alloggiato cibi e bevande, nel rispetto della normativa vigente in materia di somministrazione di alimenti e bevande e con
    prevalenza di prodotti tipici e tradizionali della Sardegna;
    f) attività svolta in un’unica unità immobiliare, in non più di tre camere, calcolate al netto delle camere necessarie per la dimora abituale dei residenti e con un massimo di due posti letto per
    camera più un eventuale letto aggiunto per camera fino ad un massimo complessivo di nove posti letto;
    g) attività svolta per un minimo di sessanta giorni ed un massimo di duecentosettanta giorni l’anno, in un’unica unità immobiliare, da chi vi ha residenza anagrafica e dimora abituale.
    2. Le condizioni di cui al comma 1, dell’articolo 2, devono essere sottoposte a verifica annuale da parte degli uffici comunali competenti, in caso si rilevi la mancanza di una sola di esse, si procede
    alla cancellazione dall’elenco regionale e alla applicazione delle relative sanzioni.
    3. I locali adibiti a bed and breakfast devono rispettare le prescrizioni previste dalle normative vigenti in materia edilizia, urbanistica, igienico sanitaria e di pubblica sicurezza ed i vigenti regolamenti comunali.
    4. I bed and breakfast a conduzione familiare hanno l’obbligo di esporre all’esterno dell’abitazione che ospita l’attività, il marchio regionale identificativo per la tipologia di appartenenza.
    5. L’esercizio dell’attività di bed and breakfast a conduzione familiare non necessita d’iscrizione nel registro imprese tenuto presso la Camera di commercio.
    6. I requisiti minimi obbligatori richiesti per l’esercizio dell’attività di bed and breakfast sono elencati nell’articolo 7 della presente legge.

    Art. 3: Definizione, caratteristiche e servizi minimi dei bed and breakfast in forma d’impresa.

    1. Si definisce “bed and breakfast in forma d’impresa” l’attività ricettiva nella quale sussistono e
    sono rispettate congiuntamente le seguenti condizioni:
    a) attività svolta avvalendosi prevalentemente della normale organizzazione familiare anche
    mediante la collaborazione di personale qualificato;
    b) attività esercitata in un’unica unità immobiliare in non più di cinque camere, calcolate al netto
    delle camere necessarie per la dimora abituale dei residenti, e con un massimo di due posti
    letto per camera più un eventuale letto aggiunto per camera fino ad un massimo complessivo di quindici posti letto;
    c) attività svolta in maniera continuativa e professionale;
    d) attività svolta nella casa di residenza anagrafica in cui si abita;
    e) attività consistente nella fornitura del servizio di alloggio e prima colazione, da svolgersi, entrambi, dentro le mura domestiche, fornendo esclusivamente a chi è alloggiato cibi e bevande, nel rispetto della normativa vigente in materia di somministrazione di alimenti e
    bevande, con prevalenza di prodotti tipici e tradizionali della Sardegna.
    2 I locali adibiti a bed and breakfast in forma d’impresa dovranno rispettare le prescrizioni previste dalle normative vigenti in materia edilizia, urbanistica, igienico sanitaria e di pubblica sicurezza ed i
    vigenti regolamenti comunali.
    3. Per l’attività di bed and breakfast in forma d’impresa è obbligatoria l’iscrizione al registro imprese.
    4. I bed and breakfast in forma d’impresa hanno l’obbligo di esporre all’esterno dell’abitazione che ospita l’attività il marchio regionale identificativo per la tipologia di appartenenza.

    5. I requisiti minimi obbligatori richiesti per l’esercizio dell’attività di bed and breakfast in forma d’impresa sono elencati nell’articolo 7 della presente legge.
    6. I bed and breakfast in forma d’impresa sono soggetti a classificazione secondo i criteri e le procedure adottati con decreto dell’Assessore competente in materia di Turismo.

    CAPO II - INIZIO DELL’ATTIVITA’, REQUISITI E SERVIZI MINIMI OBBLIGATORI, OBBLIGHI DEL GESTORE

    Art. 4: Avvio dell’attività per bed and breakfast a conduzione familiare

    1. L’esercizio dell’attività di bed and breakfast è consentito previa presentazione della “Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)”, al Comune in cui è sito l’immobile adibito all’attività, nel rispetto dei limiti e delle condizioni di cui all’articolo 19 della legge 7 agosto 1990 n.241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) e della normativa vigente in materia.
    2. Al fine di garantire una disciplina omogenea a livello regionale, la Regione con appositi decreti dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, approva la modulistica con le eventuali
    istruzioni ed i relativi criteri applicativi.
    3. Nel rispetto delle condizioni e dei termini previsti dalla legislazione nazionale e regionale vigente in materia di SCIA, il Comune, prima di procedere alla verifica in loco, effettua la istruttoria amministrativa completa compresa la verifica dei requisiti dichiarati per l’attribuzione della classificazione e con idoneo provvedimento amministrativo, comunica gli esiti dell’istruttoria, ivi compresa la classifica assegnata, all’interessato e all’Assessorato regionale competente in materia
    di Turismo per i successivi adempimenti.
    4. A seguito degli esiti dell’istruttoria effettuata dal Comune, l’Assessorato regionale competente in materia di Turismo, procede all’i iscrizione all’elenco regionale dei bed and breakfast.
    5. L’attribuzione della classifica avviene nel rispetto delle procedure di cui all’articolo 2 della legge regionale 20 giugno 1986 n. 35 (Norme in materia di vigilanza regionale sull’attività turistica in Sardegna a modifica ed integrazione della L. R. 14 maggio 1984, n. 22).
    6. La Regione Autonoma della Sardegna può, anche avvalendosi di Enti, Aziende o Agenzie, ivi compresi gli Enti Territoriali, disporre, in qualunque momento, verifiche e controlli sul rispetto della normativa vigente e sulla sua corretta applicazione.
    7. L’attività ricettiva di bed and breakfast deve essere esercitata nel rispetto delle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica, igienico–sanitaria e di pubblica sicurezza, nonché delle norme relative alla destinazione d’uso dei locali e degli edifici.
    8. L’attività può essere svolta anche da soggetto diverso dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale dell’immobile. In tale ipotesi è necessario il consenso all’esercizio dell’attività da parte del
    proprietario dell’immobile o del titolare del diritto reale.

    Art. 5: Avvio dell’attività per bed and breakfast a conduzione in forma d’impresa.

    1. L’esercizio dell’attività di bed and breakfast è consentito previa presentazione della “Dichiarazione autocertificativa per l’avvio delle attività produttive (DUAAP)” in osservanza delle disposizioni di cui alla legge regionale 5 marzo 2008 n. 3 (Disposizioni per la formazione del
    bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2008)) e delle vigenti direttive in materia di Sportello Unico per le attività produttive (SUAP). Al fine di garantire una disciplina omogenea a livello regionale, la Regione con appositi decreti dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, approva eventuali criteri applicativi riferiti alla presente legge.
    2. La DUAAP deve contenere quali informazioni minime necessarie:
    a) le generalità complete del richiedente;
    b) la denominazione, la tipologia e l’ubicazione del bed and breakfast;
    c) l’indicazione del titolo di disponibilità dell’immobile ed eventuale autorizzazione all’esercizio dell’attività nelle fattispecie di cui al dell’articolo 4;
    d) il numero delle camere, dei posti letto complessivi e dei servizi igienici con l’indicazione di quelli destinati all’attività di bed and breakfast e con la specifica dell’ubicazione ed eventuale
    condivisione con altre camere;
    e) i periodi di apertura e chiusura dell’esercizio e i prezzi minimi e massimi da applicare;
    f) il possesso, da parte dell’immobile dei requisiti igienico-sanitari di cui al comma 3 dell’articolo 2, nonché il rispetto della normativa di sicurezza vigente;
    g) la sussistenza dei requisiti soggettivi di cui all’articolo 11 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. n. 773/1931;
    h) ogni altra informazione ritenuta utile coerente con l’attività esercitata.
    3. Il Comune, prima di procedere alla verifica in loco, effettua la istruttoria amministrativa completa compresa la verifica dei requisiti dichiarati per l’attribuzione della classificazione e con idoneo
    provvedimento amministrativo, comunica gli esiti dell’istruttoria, ivi compresa la classifica assegnata, all’interessato e all’Assessorato Regionale competente in materia di Turismo per i successivi adempimenti.
    4. A seguito degli esiti dell’istruttoria effettuata dal Comune, l’Assessorato regionale competente in materia di Turismo, procede all’i iscrizione all’elenco regionale dei bed and breakfast.
    5. L’attribuzione della classifica avviene nel rispetto delle procedure di cui all’articolo 2 della legge regionale 20 giugno 1986 n. 35.
    6. La Regione Autonoma della Sardegna può, anche avvalendosi di Enti, Aziende o Agenzie, ivi compresi gli Enti Territoriali, disporre, in qualunque momento, verifiche e controlli sul rispetto della normativa vigente e sulla sua corretta applicazione.
    7. L’attività ricettiva di bed and breakfast deve essere esercitata nel rispetto della normativa vigente in materia di SUAP, delle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica, igienico–sanitaria e di pubblica sicurezza, nonché delle norme relative alla destinazione d’uso dei locali e degli edifici.

    Art. 6 Elenco Unico Regionale dei bed and breakfast autorizzati nella Regione Autonoma della Sardegna.

    1. Presso l’Assessorato competente in materia di turismo, è istituito l’Elenco delle strutture di bed and breakfast distinte per tipologia, regolarmente autorizzate, presenti sul territorio regionale.
    2. L’iscrizione all’elenco regionale è disposta in sede di presentazione della prima istanza e non è soggetta a richiesta di rinnovo annuale da parte del titolare.
    3. L’Assessorato competente in materia di turismo provvede alla tenuta e alla gestione dell’Elenco,
    sulla base degli atti trasmessi dal Comune e delle verifiche ed accertamenti dallo stesso effettuati o disposti.
    4. Non è consentito adottare la stessa denominazione all’interno del singolo territorio comunale.

    Art. 7 Requisiti e Servizi minimi obbligatori

    1. Per l’esercizio dell’attività devono essere assicurati i servizi minimi di seguito specificati.
    a) dotazione per ciascuna camera di porta e finestra, arredata con almeno un letto, un comodino con abatjour o idoneo punto luce, una sedia, un armadio, un cestino porta rifiuti, nonché di una tenda oscurante nel caso di finestre senza imposte;
    b) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, riscaldamento;
    c) fornitura e cambio della biancheria da letto una volta a settimana, fornitura e cambio della biancheria da bagno due volte a settimana e comunque al cambio dell’ospite;
    d) deve essere garantita la disponibilità di almeno un bagno ad uso esclusivo degli ospiti oltre il bagno autonomo della famiglia ospitante; nel caso di bed and breakfast condotto in forma d’impresa con cinque camere, deve essere garantita la presenza di almeno due bagni ad uso esclusivo degli ospiti oltre il bagno autonomo della famiglia ospitante;
    e) pulizia quotidiana delle camere, dei bagni destinati agli ospiti e degli spazi comuni;
    f) somministrazione della prima colazione, in uno degli spazi familiari condivisi, con prevalenza di prodotti tipici e tradizionali della Sardegna, nel rispetto della normativa vigente in materia di somministrazione di alimenti e bevande;
    g) presenza di una cassetta contenente materiale di primo soccorso e di un estintore o altra apparecchiatura mobile o fissa destinata allo spegnimento di fuochi, compatibile e conforme alla normativa in materia di prevenzione degli incendi;
    h) reperibilità di un familiare o in alternativa, nell’ipotesi di bed and breakfast in forma imprenditoriale, di un collaboratore dell’impresa o di un socio.

    Art. 8 Obblighi del gestore del bed and breakfast

    1. L’attività di bed and breakfast a conduzione familiare è svolta con carattere saltuario per periodi ricorrenti stagionali, compresi tra un minimo di sessanta giorni ed un massimo di duecentosettanta giorni. I suddetti limiti non trovano applicazione per i bed and breakfast a conduzione in forma d’impresa.
    2. Il gestore della struttura, per entrambe le tipologie, dovrà attenersi ai seguenti ulteriori obblighi:
    a) esporre all’esterno il marchio del bed and breakfast regionale distinto per tipologia di appartenenza;
    b) esporre al pubblico i prezzi applicati, i periodi di apertura e chiusura; la capacità ricettiva massima; copia della SCIA o della DUAAP per i bed and breakfast a conduzione in forma d’impresa;
    c) rispettare l'obbligo di comunicare attraverso il SIRED della Regione, secondo i tempi e le modalità dallo stesso previste, il movimento degli ospiti ai fini della rilevazione statistica: il suddetto obbligo non sostituisce l’obbligo delle comunicazioni di pubblica sicurezza ai sensi
    del T.U.L.P.S. e le comunicazioni a fini statistici previsti dalla normativa statale e non ricomprese nel SIRED;
    d) ottemperare agli obblighi di pubblica sicurezza;
    e) sottoscrivere un’adeguata polizza assicurativa di Rc a copertura di eventuali danni subiti dagli ospiti del B&B.
    f) rilasciare a fine soggiorno del cliente un documento fiscale valido;
    g) comunicare, entro trenta giorni, qualunque variazione intervenuta rispetto ai dati indicati in sede di presentazione dell’istanza si iscrizione all’elenco regionale ivi compresi il sub ingresso,
    il trasferimento per atto tra vivi o per causa di morte, la cessione dell’attività e ogni altra modifica.
    3. L’attività di bed and breakfast a conduzione familiare ed a conduzione in forma d’impresa è soggetta ai controlli previsti per le strutture ricettive, durante i periodi di disponibilità all’accoglienza.
    4. L’inosservanza delle prescrizioni di cui all’articolo 8, costituiscono violazione di legge e comportano l’applicazione della corrispondente sanzione pecuniaria.

    Art. 9 Sospensione volontaria e temporanea, cessazione dell’attività.

    1. La sospensione temporanea dell’attività di bed and breakfast è consentita per comprovate esigenze, per un periodo non superiore a sei mesi, prolungabile di ulteriori sei mesi, dandone preventiva comunicazione al Comune ed all’Assessorato Regionale competente in materia di turismo.
    2. Si intende rinuncia a svolgere l’attività di bed and breakfast quando è superato il periodo massimo di sospensione, in tale ipotesi il Comune adotta il provvedimento di cessazione dell’attività.

    CAPO III - ATTIVITÁ E OBBLIGHI DEL COMUNE.

    Art. 10 Elenco Territoriale Comunale

    1. Il Comune istituisce un elenco territoriale di tutti coloro che presentano la segnalazione di inizio attività (SCIA) o la DUAAP, creando due distinte sezioni per le diverse tipologie, ed effettua i
    sopralluoghi al fine di accertare la sussistenza dei requisiti contenuti nelle segnalazioni.
    2. Il Comune aggiorna l'elenco dei bed and breakfast, comprensivo dei prezzi da ciascuno praticati e dei periodi di apertura, e lo trasmette all’Assessorato regionale competente in materia di turismo, per la verifica di corrispondenza con l’elenco unico regionale, entro il 30 Novembre di ogni anno, unitamente alla comunicazione relativa alle attività cessate.
    3. In caso di discordanze con l’elenco unico regionale, l’Assessorato regionale provvede a trasmettere al Comune idonea comunicazione per predisporre gli eventuali accertamenti.

    Art. 11 Procedimenti amministrativi di verifica, diffida, sospensione e divieto dell’attività ricettiva

    1. Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, il Comune territorialmente competente effettua la vigilanza sull’osservanza delle disposizioni della presente legge.
    2. L’Assessorato competente in materia di turismo, anche avvalendosi di Enti, Aziende o Agenzie, ivi compresi gli Enti Territoriali, può disporre controlli sull’osservanza delle disposizioni di cui alla presente legge.
    3. Salvo quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 11, nel caso di accertamento di violazioni della presente legge, il Comune diffida il titolare dell’attività con atto scritto e motivato a rimuoverne le
    cause entro il termine perentorio di quindici giorni, decorsi i quali, in caso di inadempienza, procede alla sospensione dell’attività per un periodo necessario alla rimozione dell’irregolarità e comunque
    per un periodo non superiore a sei mesi. Al termine del periodo di sospensione, qualora persista l’irregolarità contestata, il Comune dispone, con atto scritto e motivato notificato all’interessato e
    all’Assessorato competente in materia di Turismo, il divieto di prosecuzione dell’attività di bed and breakfast.
    4. Il Comune dispone il divieto di prosecuzione dell’attività di bed and breakfast nei seguenti altri casi:
    a) perdita del possesso dei requisiti soggettivi di cui all’ articolo 11 e 92 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. n. 773/1931;
    b) inosservanza dell’obbligo di astensione dall’attività ricettiva per tutto il periodo di sospensione;
    c) inosservanza degli obblighi di cui al comma 1 dell’articolo 2 e al comma 1 dell’articolo 3 della presente legge;
    d) applicazione di almeno tre provvedimenti di sospensione negli ultimi ventiquattro mesi;
    e) inosservanza degli obblighi di cui all’articolo 8 della presente legge.
    5. Nelle ipotesi di cui ai precedenti commi 3 e 4, non è consentito presentare una nuova segnalazione certificata di inizio attività per i trentasei mesi successivi alla data di notificazione del provvedimento di divieto di prosecuzione.
    6. I provvedimenti di sospensione e di divieto di prosecuzione dell’attività, adottati dal Comune ai sensi dell’articolo 11, sono comunicati all’interessato e all’Assessorato Regionale competente in
    materia di Turismo;

    CAPO IV - ATTIVITÁ E IMPEGNI DELLA REGIONE – MARCHIO REGIONALE

    Art. 12 Attività e impegni della Regione

    1. Con decreto dell’Assessore regionale competente in materia di Turismo, si provvede alla adozione delle linee guida per i Comuni, dei criteri applicativi delle presente legge, dei criteri e delle procedure per la classificazione e della modulistica.
    2. La Giunta regionale, con apposita deliberazione adottata su proposta dall’Assessore competente in materia di Turismo, approva il marchio identificativo dell’ospitalità in bed and breakfast che dovrà
    obbligatoriamente essere esposto dal gestore in modo ben visibile all’esterno della abitazione e dovrà essere distinto graficamente per le due tipologie di conduzione.
    3 L’Assessorato competente in materia di Turismo anche tramite l’Agenzia Regionale Sardegna Promozione, Enti, Aziende o Agenzie, ivi compresi gli Enti Territoriali, realizza il catalogo elettronico contenente i riferimenti dei bed and breakfast, ordinati per Comune e per tipologia, che potrà essere pubblicato sul portale sardegnaturismo.it; sostiene la promozione dei bed and breakfast e favorisce l’adesione a reti, sistemi e certificazioni di Qualità.
    4. L’Assessorato competente in materia di turismo può delegare in tutto o in parte le attività allo stesso assegnate con la presente legge, all’Agenzia Sardegna Promozione a Enti, Aziende o Agenzie appositamente individuati con decreto dell’Assessore Regionale competente in materia di turismo.

    Art. 13 Contributi e attività promozionali istituzionali

    1. Per le finalità di cui alla presente legge, l’accesso a fondi regionali, nazionali e comunitari destinati all’adeguamento, alla ristrutturazione, all’ammodernamento e alla qualificazione dei bed and breakfast e alla formazione di chi li gestisce nonché tutte le attività poste in essere dalla Regione a titolo di promozione istituzionale sono riservate alla sola tipologia di B&B a conduzione in forma d’impresa, commisurate alle disponibilità finanziarie e sono regolate dalle procedure previste dai corrispondenti fondi.


  • PROGETTO DI RICONOSCIMENTO, VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEI RISTORANTI TIPICI DELLA SARDEGNA

    21 giugno 2013

    BANDO

    ART. 1 - FINALITÀ

    In attuazione della Deliberazione G.R. 34/23 del 07/08/2012 “Progetto di riconoscimento, valorizzazione e promozione dei ristoranti tipici della Sardegna”, la Regione Autonoma della Sardegna intende tutelare, promuovere, valorizzare e sostenere i ristoranti tipici presenti nel proprio territorio.

    Quest’ azione si propone di rivitalizzare l’intero settore della ristorazione, e al contempo difendere e rilanciare la ristorazione tradizionale tipica, riconoscendole un ruolo strategico di sviluppo nell’economia regionale, attraverso il graduale processo di valorizzazione delle nostre ricchezze agroalimentari.

     ART. 2 – AMBITO DI APPLICAZIONE

    Fermo restando quanto previsto ai successivi art. 4, 5 e 6, le disposizioni del presente bando si applicano ai pubblici esercizi commerciali nei quali si svolge l’attività di preparazione e somministrazione assistita di pasti, cibi e bevande, cioè ai ristoranti intesi in tutte le declinazioni caratterizzanti la tipologia di servizio e di cibo servito (ristorante, trattoria, tavola calda, osteria, taverna, locanda, ecc.).

     ART. 3 - REQUISITI PER IL RICONOSCIMENTO DI “RISTORANTE TIPICO” e CRITERI PER L’ASSEGNAZIONE del marchio

    Il ristorante tipico, oltre al rispetto di tutta la normativa prevista per legge in tema di igiene, sicurezza alimentare e sicurezza dei lavoratori, dovrà soddisfare i requisiti di seguito elencati:

    1. la presenza di un determinato numero di preparazioni/prodotti tradizionali all’interno del menù;

    2. l’utilizzo di prodotti tipici locali rinvenienti dall’Elenco Nazionale prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Sardegna, aggiornato con DM n. 13025 del 17/06/2012 che si allega per far parte integrante del presente disciplinare (allegato A);

    3. proporre ricette della tradizione gastronomica locale (Si veda Disciplinare e allegato B).

    4. Carta dei vini a prevalente presenza di Vini della Sardegna. In particolare, i vini offerti al pubblico devono comprendere almeno il 90% delle etichette, tra bianchi, rossi, rosati e da dessert, dei vini DOC prodotti nel territorio regionale. Dovranno essere servite acque minerali della Sardegna.

    5. Avere a disposizione almeno quattro liquori tipici della tradizione locale o regionale;

    6. dovrà essere garantito l’utilizzo di una ampia selezione di oli extravergine di oliva sardi.

    7. evidenziare l’offerta tipica in ogni forma di comunicazione. I piatti e i vini che rientrano tra quelli elencati in precedenza devono essere pubblicati e evidenziati nel menù corrente del ristorante o riportati su una carta dedicata, anche in lingua sarda .

    8. Si potranno allestire appositi corner promozionali per la vendita delle produzioni tipiche preconfezionate. La quantità e l’assortimento dei prodotti tipici in vendita sono di esclusiva competenza del ristorante e non dovranno mai assumere il carattere di prevalenza rispetto all’attività principale di somministrazione.

    I ristoranti che rispondono alle caratteristiche sopra elencate e meglio esplicitate nel disciplinare di utilizzo del marchio allegato al presente bando per farne parte integrante potranno essere autorizzati al suo utilizzo.

    ART. 4 –RICHIESTA DI ASSSEGNAZIONE DEL MARCHIO

    Le domande di iscrizione all'Elenco regionale dei “Ristoranti tipici della Sardegna dovranno essere presentate dagli interessati utilizzando l’apposita modulistica allegata al presente bando per costituirne parte integrante e sostanziale completa dei relativi allegati richiesti secondo le modalità del successivo art. 5.

    Le suddette domande saranno esaminate dall'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio che potrà avvalersi di esperti, nonché del supporto dei Comuni, delle Camere di Commercio e delle Confederazioni delle imprese commerciali per la verifica delle autocertificazioni rese dalle imprese. L'Assessorato si riserva di effettuare sopralluoghi direttamente o per il tramite degli Enti suindicati.

    Le attività che supereranno positivamente l’esame dell'Assessorato saranno iscritte all'Elenco e riceveranno successivamente l’attestazione e la targa.

    L'esito del censimento e l'Elenco dei Ristoranti Tipici della Sardegna verrà pubblicato sul sito della Regione Sardegna www.regione.sardegna.it.

    Ai sensi del DPR 445/2000 e ss.mm.ii., le dichiarazioni rese e sottoscritte dal titolare hanno valore di autocertificazione: nel caso di falsità in atti e dichiarazioni mendaci si applicano le sanzioni penali previste dall’art.76 del DPR 445/2000.

     ART. 5 – Modalità di presentazione della domanda di iscrizione al registro

     Le domande per ottenere il riconoscimento di Ristorante Tipico della Sardegna e per l’attribuzione del marchio e i documenti allegati dovranno pervenire, anche per il tramite delle associazioni di categoria Confcommercio Sardegna e dalla Confesercenti Regionale della Sardegna, all’Assessorato del Turismo Artigianato e Commercio, Cagliari, viale Trieste 105 a partire dal 03/06/2013, data di pubblicazione del bando sul B.U.R.A.S. n., e fino alle ore 12.00 del 30/09/2013.

    Le domande potranno essere consegnate a mano e in tal caso farà fede il timbro di avvenuta ricezione apposto nell’ufficio Protocollo.

    Non saranno prese in considerazione le domande pervenute oltre i termini stabiliti e non farà fede il timbro postale di partenza neanche nel caso di trasmissione tramite raccomandata.

    Sul plico contenente la domanda e i documenti allegati va riportata la dicitura

    BANDO RISTORANTI TIPICI DELLA SARDEGNA”

    Le domande dovranno essere compilate esclusivamente utilizzando il modulo (Allegato C) allegato al Bando reperibile sul sito istituzionale della Regione www.regione.sardegna.it.

    Per ulteriori chiarimenti rivolgersi all’URP dell'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio o all’indirizzo tur.sviluppoofferta@regione.sardegna.it

    ART. 6 – ISTITUZIONE DELL'ELENCOregionale dei “RISTORANTI TIPICI

    E’ istituito presso l' Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, l'Elenco Regionale dei “Ristoranti Tipici della Sardegna nel quale saranno inseriti i ristoranti autorizzati all’utilizzo del marchio “Ristorante Tipico della Sardegna”

    Il suddetto elenco avrà carattere pubblico e sarà utilizzato dalla Regione nelle forme e secondo le modalità ritenute di volta in volta idonee per perseguire gli obiettivi di rilancio e rivitalizzazione del settore (divulgazione via web anche attraverso i portali regionali, promozione e divulgazione dell’iniziativa su giornali, riviste specializzate nazionali ed estere, messa in rete dei “Ristoranti tipici della Sardegna” a livello regionale e interregionale, ecc), ivi comprese le azioni di sistema quali ad esempio l’inserimento dei “Ristoranti tipici della Sardegna” nelle iniziative e nei programmi di promozione turistica e culturale della Regione e la eventuale priorità di finanziamento nei programmi di intervento regionale.

    L’iscrizione all'Elenco è volontaria, e le imprese potranno chiedere, in qualsiasi momento, la cancellazione, fatta salva la perdita delle agevolazioni/deroghe eventualmente ottenute per effetto dell’iscrizione.

    È prevista la cancellazione d’ufficio dall'Elenco dei “Ristoranti tipici della Sardegna”, previa comunicazione all’interessato, per il venir meno dei requisiti che hanno determinato il riconoscimento.

     


  • PROGETTO INTEGRATO PER LA TUTELA ATTIVA DEI LOCALI STORICI DEL COMMERCIO: CENSIMENTO DEI NEGOZI STORICI IN SARDEGNA

    20 giugno 2013

    PROGETTO INTEGRATO PER LA TUTELA ATTIVA DEI LOCALI STORICI DEL COMMERCIO: CENSIMENTO DEI NEGOZI STORICI IN SARDEGNA

    BANDO

    ART. 1 - FINALITÀ
    In attuazione dell'art. 1 comma 3 punti d), f) e comma 4 punto a) della L.R. 5/2006 “Disciplina generale delle attività commerciali” e secondo quanto previsto dalla Deliberazione G.R. 48/54 del 1 dicembre 2011 “Progetto integrato per la tutela attiva dei locali storici del commercio: censimento dei negozi storici in Sardegna”, la Regione Autonoma della Sardegna intende tutelare, promuovere, valorizzare e sostenere, i negozi storici presenti nel proprio territorio.
    Quest’azione si propone di favorire la permanenza sul mercato di tutte le attività commerciali che possono considerarsi autentiche interpreti dei modelli di consumo e degli stili di vita delle nostre comunità.

    ART. 2 – AMBITO DI APPLICAZIONE

    Fermo restando quanto previsto ai successivi art. 4, 5 e 6, le disposizioni del presente bando si applicano alle seguenti categorie di attività:
     esercizi commerciali di vicinato di cui all’articolo 4, comma 2, della L.R. n. 5/2006 operanti sia nel settore alimentare che non alimentare;
     esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande.

    ART. 3 – LIVELLI DI RICONOSCIMENTO

    Secondo quanto previsto dalla Deliberazione G.R. 48/54 del 1 dicembre 2011 “Progetto integrato per la tutela attiva dei locali storici del commercio: censimento dei negozi storici in Sardegna” sono stabiliti i seguenti livelli di riconoscimento:
    1. “Locale Storico”
    2. “Attività Storica”
    3. “Insegna Storica”

    ART. 4 - REQUISITI PER IL RICONOSCIMENTO DI “LOCALE STORICO”

    Ai fini del riconoscimento di “Locale Storico” occorre possedere i seguenti requisiti:

    1. svolgimento della medesima attività commerciale da almeno cinquanta anni anche non continuativi all'atto di presentazione della domanda;
    2. ubicazione all'interno del centro storico o di un’area urbanistica di pregio caratterizzata dalla vicinanza a beni culturali o paesaggistici;
    3. possedere almeno una delle caratteristiche di seguito specificate:
    3.1 ubicazione all’interno di un edificio di pregio, sottoposto a vincolo dalla Sovraintendenza o comunque di riconosciuto interesse storico-architettonico;
    3.2 presenza di opere d’arte e d’autore quali affreschi, collezioni di dipinti e simili;
    3.3 attività e merceologia legata alla tradizione, al territorio, all’economia locale;
    3.4 presenza di arredi, attrezzature, finiture, strumenti di lavoro o insegne originali, di particolare pregio o valore storico, artistico e culturale.
    Il possesso dei 50 anni di svolgimento dell’attività dovrà essere dimostrato a cura dell’istante attraverso idonea certificazione rilasciata da organi competenti quali, per citare alcuni esempi: visura camerale, licenza dell’attività o altresì potrà essere dimostrata attraverso atti o documenti legali anche di carattere fiscale quali ad esempio ricevute fiscali, fatture ecc. o altra documentazione amministrativa. La mancanza della suddetta documentazione e la mancata dimostrazione dei 50 anni di attività comporterà l’esclusione della domanda e la inammissibilità della stessa per mancanza dei requisiti fondamentali per la realizzazione dell’istruttoria

    ART. 5 - REQUISITI PER IL RICONOSCIMENTO DI “ATTIVITÀ STORICA”

    Costituisce requisito per il riconoscimento di “Attività Storica” lo svolgimento della medesima attività da almeno cinquanta anni anche non continuativi all'atto di presentazione della domanda.
    Tale riconoscimento verrà pertanto conferito ai punti vendita che sebbene non presentino caratteristiche costruttive o decorative di particolare rilevanza, svolgono la propria attività commerciale da almeno 50 anni, anche non continuativi, con la conservazione della medesima insegna e/o nella stessa sede fisica o in sedi diverse, per la stessa classe merceologica, attestati dalla documentazione esistente presso la locale Camera di Commercio.
    Il possesso dei 50 anni di svolgimento dell’attività dovrà essere dimostrato a cura dell’istante attraverso idonea certificazione rilasciata da organi competenti quali, per citare alcuni esempi: visura camerale, licenza dell’attività o altresì potrà essere dimostrata attraverso atti o documenti legali anche di carattere fiscale quali ad esempio ricevute fiscali, fatture ecc. o altra documentazione amministrativa. La mancanza della suddetta documentazione e la mancata dimostrazione dei 50 anni di attività comporterà l’esclusione della domanda e la inammissibilità della stessa per mancanza dei requisiti fondamentali per la realizzazione dell’istruttoria

    ART. 6 - REQUISITI PER IL RICONOSCIMENTO DI “INSEGNA STORICA”

    Ai fini del riconoscimento di “Insegna Storica” occorre possedere i seguenti requisiti:

    1. svolgimento di attività commerciale da almeno 50 anni anche non continuativi, all'atto di presentazione della domanda;
    2. possedere almeno una delle caratteristiche di seguito specificate:
    2.1. mantenimento della medesima insegna da almeno 50 anni all'atto di presentazione della domanda, anche se allo stato attuale con differente tabella merceologica;
    2.2. punto vendita la cui insegna o impresa hanno ispirato o sono da tempo legati alla toponomastica locale.
    Il possesso dei 50 anni di svolgimento dell’attività dovrà essere dimostrato a cura dell’istante attraverso idonea certificazione rilasciata da organi competenti quali, per citare alcuni esempi: visura camerale, licenza dell’attività o altresì potrà essere dimostrata attraverso atti o documenti legali anche di carattere fiscale quali ad esempio ricevute fiscali, fatture ecc. o altra documentazione amministrativa. La mancanza della suddetta documentazione e la mancata dimostrazione dei 50 anni di attività comporterà l’esclusione della domanda e la inammissibilità della stessa per mancanza dei requisiti fondamentali per la realizzazione dell’istruttoria

    ART. 7 – ISTITUZIONE DELL'ELENCO REGIONALE DEI “NEGOZI STORICI

    E’ istituito presso l' Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, l'Elenco Regionale dei “Negozi Storici”.
    Il suddetto elenco avrà carattere pubblico e sarà utilizzato dalla Regione nelle forme e secondo le modalità ritenute di volta in volta idonee per perseguire gli obiettivi di rilancio e rivitalizzazione del settore (divulgazione via web anche attraverso i portali regionali, promozione e divulgazione dell’iniziativa su giornali, riviste specializzate nazionali ed estere, messa in rete dei “Negozi Storici” a livello regionale e interregionale, ecc), ivi comprese le azioni di sistema quali ad esempio l’inserimento dei “Negozi Storici” nelle iniziative e nei programmi di promozione turistica e culturale della Regione e la priorità di finanziamento nei programmi di intervento regionale.
    L’iscrizione all'Elenco è volontaria, e le imprese potranno chiedere, in qualsiasi momento, la cancellazione, fatta salva la perdita delle agevolazioni/deroghe eventualmente ottenute per effetto dell’iscrizione.
    È prevista la cancellazione d’ufficio dall'Elenco dei “Negozi Storici”, previa comunicazione all’interessato, per il venir meno dei requisiti che hanno determinato il riconoscimento.

    ART. 8 – SEZIONI DELL'ELENCO

    L'Elenco regionale dei “Negozi Storici” è articolato nelle seguenti tre sezioni, ciascuna delle quali sarà suddivisa in due sottosezioni con riferimento alla natura dell'attività:
     “Locale Storico”.
     “Attività Storica”
     “Insegna Storica”.
    Qualora un locale abbia i requisiti per l'appartenenza a più sezioni, viene effettuata l'assegnazione in ciascuna sezione.

    ART. 9 – ISCRIZIONE ALL'ELENCO

    Le domande di iscrizione all'Elenco regionale dei “Negozi Storici” dovranno essere presentate dagli interessati, anche per il tramite delle associazioni di categoria, utilizzando l’apposita modulistica allegata al presente bando per costituirne parte integrante e sostanziale completa dei relativi allegati richiesti secondo le modalità del successivo art. 10.
    Le suddette domande saranno esaminate dall'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio che potrà avvalersi di esperti, delle Camere di Commercio e delle Confederazioni delle imprese commerciali per la verifica delle autocertificazioni rese dalle imprese. L'Assessorato si riserva di effettuare sopralluoghi direttamente o per il tramite degli enti su indicati.
    Le attività che supereranno positivamente l’esame dell'Assessorato saranno iscritte all'Elenco e riceveranno successivamente l’attestazione e la targa a seconda del livello di riconoscimento ottenuto.
    L'esito del censimento e l'Elenco dei Negozi storici verrà pubblicato sul sito della Regione Sardegna www.regione.sardegna.it.
    Ai sensi del DPR 445/2000 e ss.mm.ii., le dichiarazioni rese e sottoscritte dal titolare hanno valore di autocertificazione: nel caso di falsità in atti e dichiarazioni mendaci si applicano le sanzioni penali previste dall’art.76 del DPR 445/2000.

    ART. 10 – MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI ISCRIZIONE AL REGISTRO

    Le domande di partecipazione e i documenti allegati dovranno pervenire all’Assessorato del Turismo Artigianato e Commercio Associazioni Cagliari, viale Trieste 105 a partire dal 3/06/2013, e fino alle ore 12.00 del 30/09/2013, anche per il tramite delle associazioni di categoria.
    Le domande potranno essere consegnate a mano e in tal caso farà fede il timbro di avvenuta ricezione apposto nell’ufficio Protocollo.
    Non saranno prese in considerazione le domande pervenute oltre i termini stabiliti e non farà fede il timbro postale di partenza neanche nel caso di trasmissione tramite raccomandata.
    Sul plico contenente la domanda e i documenti allegati va riportata la dicitura
    “BANDO CENSIMENTO NEGOZI STORICI”
    Le domande dovranno essere compilate esclusivamente utilizzando il modulo (Allegato 1) allegato al presente Bando, reperibile sul sito istituzionale della Regione www.regione.sardegna.it.
    Per ulteriori chiarimenti rivolgersi all’URP dell'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio o all’indirizzo tur.sviluppoofferta@regione.sardegna.it


  • MICROCREDITO 2013: DAL 18 GIUGNO LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

    10 giugno 2013

    La Regione Sardegna ha previsto la realizzazione di interventi di microcredito nell'ambito del Programma Operativo Regionale FSE 2007-2013. L’Assessorato del Lavoro ha inteso incrementare le risorse del Fondo, la cui dotazione attuale, è stabilita in 65.500.000,00 euro.  IL Fondo Microcredito FSE, ha l’obiettivo primario di sostenere l’avvio di nuove attività imprenditoriali, ovvero la realizzazione di nuovi investimenti  nell’ambito di iniziative già esistenti, da parte di categorie di soggetti con difficoltà di accesso al credito e in  condizione di svantaggio. IMPORTO MASSIMO 25.000 euro a tasso zero. Presentazione delle domande dal 18 giugno 2013.

    BENEFICIARI 

    Sono considerati soggetti ammissibili alla presentazione delle proposte i soggetti che per condizioni soggettive e  oggettive si trovino in condizione di difficoltà di accesso ai canali tradizionali del credito e che vogliano avviare una nuova iniziativa imprenditoriale in Sardegna o realizzare un nuovo investimento nell’ambito di iniziative  esistenti ubicate all’interno di unità locali presenti nel territorio regionale. 

    Riguardo le condizioni soggettive si specifica che le proposte potranno essere presentate da: 

    • • soggetti a rischio di esclusione sociale (lavoratori over 50, giovani disoccupati o inoccupati, cassa integrati); 

    • • cittadini che non usufruendo di altre sovvenzioni pubbliche o indennità di disoccupazione e/o mobilità si  trovino in condizioni di disoccupazione o inoccupazione ; 

    • • donne; 

    • • soggetti svantaggiati così come individuati dalla L.R. 22 aprile 1997 n.16 art 24 tra cui, a titolo esemplificativo  i soggetti diversamente abili, migranti, ex detenuti, ex tossicodipendenti, ecc.); 

    • • famiglie monoparentali; 

    • • coloro che non posseggano un diploma di scuola media superiore o professionale; 

    • • nuovi imprenditori (inclusi i titolari di impresa da non più di 36 mesi all’atto di presentazione della  domanda); 

    • • Per le società, i requisiti soggettivi devono essere posseduti da uno o più soci che nel complesso detengono il 51% delle quote sociali e uno o più di questi stessi soci devono essere amministratori della Società.

    Riguardo le condizioni oggettive si specifica che le proposte potranno essere altresì presentate da: 

    • • le microimprese costituende o già costituite - aventi forma giuridica di ditta individuale, società di persone, società a responsabilità limitata operanti nei settori ammissibili; 

      • • le cooperative (di tipo A e B) costituende o già costituite operanti nei settori ammissibili; 

      • • le piccole imprese da costituire operanti nei settori ammissibili; 

      • • organismi no profit e operatori del privato sociale con posizioni nuove o non consolidate sul mercato operanti nei settore dei servizi sociali alla persona.

       




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