Assemblea Unitaria dei gestori del Lazio Faib – Fegica – Figisc Anisa il 26 marzo

Il 26 marzo 2024, alle ore 20.00 presso la sede Fegica di via Anzio a Roma, si terrà l’Assemblea generale Faib – Fegica – Figisc Anisa dei gestori del Lazio. Interverranno i presidenti di Faib, Fegica e Figisc/Anisa con i rispettivi gruppi dirigenti.

Di seguito il testo dell’invito indirizzato a tutti i gestori degli impianti carburanti del Lazio.

Cari amici e colleghi, lo stato di profonda crisi generale dei consumi e delle opportunità di lavoro e di sostenibilità delle piccole attività è ancor più marcato nel nostro settore, divenuto pascolo di speculazioni di nuovi e vecchi operatori, teatro drammatico di fallimenti di intere famiglie che da anni gestivano con soddisfazione un impianto dal quale far scaturire quel minimo di reddito utile per affrontare con serenità la vita quotidiana, le speranze ed i progetti riposti sui propri figli e congiunti.

Un panorama desolante nel quale spesso alcune compagnie petrolifere e pochi retisti hanno assunto comportamenti difformi dalle leggi nazionali, contando a volte nella colpevole inerzia della categoria, nella perdita di una sua dignità, nel tracollo di valori quali la solidarietà e la compattezza tra colleghi, in un dilagante cannibalismo, estrema sintesi di una incomprensibile libera concorrenza su prodotti che, paradossalmente, nascono da Stati riuniti in un “cartello monopolistico” mondiale.

Da ultimo, la dilagante diffusione di contratti che noi definiamo illegittimi con i quali, dapprima alcuni operatori privati, poi le più importanti compagnie petrolifere (Tamoil e Q8 e da ultimo Eni) hanno iniziato a sperimentare per superare, a loro parere, criticità gestionali, difficoltà a reperire professionalità e mezzi finanziari adeguati, ma che in realtà celavano e celano obiettivi più solidi: la destrutturazione della rete carburanti così come l’abbiamo vissuta negli ultimi anni, ma soprattutto l’annientamento graduale della Categoria e –di conseguenza– delle loro rappresentanze sindacali. Di pochi mesi fà, ancora, la pressante iniziativa eni volta a sollecitare i Gestori a rinunciare in tempo alla continuità del contratto vigente (la stragrande maggioranza dei contratti eni infatti scadrà a fine 2027 e già l’azienda preannuncia che non li rinnoverà) offrendo in alternativa importi in denaro (con la loro sostituzione con nuovi “manager” in appalto) o la eventuale prosecuzione con formule contrattuali discutibili garantendo apparentemente un reddito medio appena inferiore a quello ottenibile come gestore ma in realtà denso di clausole capziose e ulteriormente vessatorie: soprattutto denso di precarietà e di incertezze.

Eni, in primis, e altri operatori privati stanno tentando di sottrarsi anche ad un approccio negoziale con le rappresentanze sindacali, che pure hanno manifestato la disponibilità ad un confronto in materia di modelli contrattuali utili ad affrontare un mercato difficile, sicuramente in contrazione, anche al fine di individuare soluzioni gestionali diverse. Al momento, quindi, queste “controparti” intendono avere pienamente le “mani libere”, assumendo posizioni insindacabili , unilaterali e strategiche, ignorando che in questo settore la concertazione ha avuto un inestimabile valore: una posizione che intenderebbe minare le più elementari basi sulle quali abbiamo costruito negli anni relazioni sindacali, contrattazione, Accordi economici, diritti dei Gestori: in una parola, quel contesto di confronto, a volte aspro, a volte costruttivo, nel quale mantenere la figura del Gestore al centro della visione e della dinamica della distribuzione carburanti.

Non c’è molto tempo davanti a noi. C’è invece il concreto rischio che, come spesso accaduto, la recente spinta verso questi contratti illegittimi possa essere seguita dagli altri operatori – anche quelli con quali abbiamo al momento corrette e proficue relazioni sindacali – deve indurci a dare risposte immediate ed efficaci, per evitare la totale distruzione di un settore piegato alle momentanee e spesso fallimentari strategie messe in campo negli ultimi anni.

Se il disegno dovesse compiersi nella sua interezza, non ci sarebbe più mercato (e concorrenza) poiché pochi soggetti controllerebbero -direttamente o attraverso società totalmente detenute- l’intera filiera (dal produttore al consumatore) in violazione finanche della normativa europea 2022/720. Ma, forse, è proprio questo l’obiettivo che alcune aziende vogliono ottenere per avere (così come è stato annunciato), mani libere sulla rete con la possibilità di sostituire il Gestore (anche senza oggettive ragioni), senza che alcuno possa “sindacare” il loro operato.

Solo con la consapevolezza, la conoscenza e la compattezza della Categoria è possibile invertire questo processo!!
Faib, Fegica e Figisc/Anisa non si sottraggono al confronto con le controparti anche su temi delicati quali quelli della materia contrattuale ma avendo al centro la figura di un Gestore con le sue garanzie economiche, che non viva di precariato e di inammissibile subordinazione, che abbia e possa pretendere dignità e rispetto del proprio lavoro! In ogni caso le nostre Federazioni non rinunceranno -se il tentativo dovesse esaurirsi- alla difesa degli interessi della Categoria ricorrendo a tutte le azioni sindacali, politiche e giuridiche che possano dimostrare l’iniquità (e l’illegittimità) del modello che qualche azienda sta perseguendo in nome di una sterile rivendicazione di “potere” sulla propria rete. L’attività dei Gestori non può essere ridotta figure che sarebbero emarginate e consegnate a quella pletora di “lavoratori senza diritti” che riempiono, tristemente, le cronache dei giornali (con esecrazioni postume): un mondo senza regole che non ha alcuna ratio economica se non quella di abbassare i livelli di prestazione e aumentare -al di là della ragionevolezza- solo tornaconto e profitti.

Su questi argomenti, i Gruppi dirigenti di Faib Confesercenti, Fegica e Figisc/Anisa Confcommercio hanno deliberato di indire una serie di Assemblee generali unitarie su tutto il territorio nazionale, nelle quali esporre i tentativi fin qui fatti, con grande senso di responsabilità, ai tavoli di trattative con le Associazioni della industria petrolifera e dei retisti privati, al fine di comporre un piano di riassetto del settore da presentare al Governo che si appresterebbe a definire un disegno di Legge su ristrutturazione della rete e certezza nei rapporti economici e contrattuali fra Gestori e titolari degli impianti.

Qui l’invito integrale.

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